giovedì 10 marzo 2011



Dieci consigli validi per tutti.

Sorridete nella monotonia del dovere quotidiano.
Tacete quando vi accorgete che qualcuno ha sbagliato.
Elogiate chi ha operato bene.
Rendete un servizio a chi vi è sottoposto.
Partecipate al gioco dei fanciulli, prediletti di Dio.
Stringete cordialmente la mano a chi è nella tristezza.
Parlate con dolcezza agli impazienti e agli importuni.
Guardate con affetto chi cela un dolore.
Salutate affabilmente gli umili.
Riconoscete umilmente la propria debolezza.
Rammaricatevi sinceramente del male fatto.


Impariamo a pregare nello Spirito Santo.


Lo Spirito Santo è il regista di una magnifica storia che inventa ad ogni istante per noi e per la 

Chiesa scene di salvezza. Noi con Lui siamo i protagonisti, anche se a volte è difficile abituarsi a questa forza misteriosa dello Spirito. Ma l’importante è lasciarlo fare, lasciare che si serva di noi, ed Egli ci insegnerà a pregare con il cuore, perché se il cuore non prega le nostre parole sono inutili. Ma quando lo Spirito è accolto, entrando in noi ci dona di capire la Parola di Gesù, allora la nostra mente e in nostro cuore si aprono alla lode e al giubilo per cantare le meraviglie di Dio. La nostra preghiera è libera, spontanea, ma deve essere guidata da persone che sappiano capire che cosa vuole dirci il Signore attraverso il suo Spirito. Quando la preghiera è ben guidata, si respira un clima di tranquillità, di serenità, di gioia e di pace perché Dio non è un Dio di disordine e di confusione, ma un Dio di pace, di ordine e armonia. Perciò anche il canto deve essere guidato: ora forte e gioioso, ora dolce e lento, ora sussurrato per adorare. Anche il silenzio è necessario per capire e ascoltare Gesù che parla al cuore e poter così accogliere la sua Parola che è un dono di benedizione per tutti ed è indispensabile per la nostra preghiera. Questa Parola deve essere breve e chiara, una o due letture ma con una sola idea centrale. Su questa Parola farà discernimento chi possiede questo dono, poi tutti accoglieranno con amore ciò che lo Spirito Santo vuole dirci. Dopo la lettura devo creare nel nostro cuore uno spazio in qui risuoni la Parola di Dio. Il nostro cuore è la bocca in cui la Bibbia viene masticata perché diventi cibo dell’anima e noi possiamo dire: la Tua Parola è il mio cibo.
Quando avremo ascoltato la Parola, potremo farla uscire dal nostro cuore per restituirla a Dio. Il nostro spirito si unisce allo Spirito di Dio attraverso la sua Parola, e se questa Parola sarà accolta come una grazia dovremo amarla e farla nostra, saremo così capaci di restituirla a Lui come azione di grazia. Allora lo Spirito Santo farà uscire dal nostro cuore la preghiera libera e spontanea come l’acqua da una sorgente.
Crediamo nella potenza della preghiera, lo ha detto Gesù. Ma per arrivare al cuore di Dio deve essere vera ed autentica, e la nostra vita deve offrire i segni, cioè cambiare per diventare sotto la guida dello Spirito Santo sempre più vicina al progetto di Dio. La Verità della nostra preghiera non sta in ciò che diciamo, ma nel lasciarci costruire da Dio. Gesù è il Signore, doniamo a lui soltanto il tempo della preghiera. Gesù bussa alla porta del nostro cuore, non lasciamolo fuori! Apriamo le nostre labbra alla lode che lo Spirito Santo saprà donarci, e allora veramente la Parola di Dio sarà il centro della nostra preghiera e potremo gustare l’ebbrezza dello Spirito che, purificandoci dai nostri peccati, accenderà il cuore e la mente elevandole a una speciale conoscenza di Dio: è un po’ come gustare un pezzetto di Paradiso già qui sulla terra.







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